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Già in tempi remoti la valletta ai piedi del monte Na era conosciuta dagli
abitanti della Val Cavallina col sinistro nome di Valle del diavolo.
Leggende locali tramandate nei secoli, infatti, dissuadevano le donne ad
avventurarsi da sole tra i boschi della valletta; essa era tuttavia frequentata
da pastori e cacciatori i quali si occupavano, inoltre, dello sfruttamento e del
governo del bosco.
Solo a partire dal secolo scorso la Valle del diavolo divenne nota a tutti
col nome di Valle del Freddo in seguito alla scoperta di una particolare flora d'alta montagna, del tutto
inusuale ad un'altitudine tanto bassa.
Dal 1983 la Valle del Freddo, dopo numerose difficoltà, è una Riserva Naturale Regionale, posta sotto tutela al fine di preservarne la preziosità del biotopo e con l'obbiettivo
di promuovere nelle future generazioni la sensibilità e l'amore per la Natura,
anche attraverso attività di educazione ambientale.
le leggende: il Diavolo e il Mat Bunadöl
la storia: dalla scoperta all'istituzione della Riserva
la tutela: gestione e difesa di un fragile biotopo
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