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La Valle del Freddo si qualifica per l'eccezionale presenza, a poche centinaia
di metri sul livello del mare, di numerose piante alpine, oltre che per l'elevata biodiversità floristica e vegetazionale.
All'origine di tale ricchezza è la presenza, nella Riserva, di ambienti diversi
nei quali differenti condizioni ecologiche offrono opportunità di vita alle diverse
comunità vegetali.
I detriti di falda ospitano alcune specie endemiche dell'Insubria come l'Euphorbia variabilis e la Festuca spectabilis ssp spectabilis; le praterie xerotermofile accolgono numerose entità macrotermiche sia mediterranee
che steppiche e sugli affioramenti rupicoli merita attenzione la Telekia speciosissima, altro endemita insubrico.
È proprio questa biodiversità che si è cercato di tutelare destinando la
zona a diventare l'attuale Riserva Naturale Orientata.
Paradossalmente la protezione della Riserva e l'evoluzione spontanea della
vegetazione verso una uniforme copertura boschiva, non più condizionata dallo
sfruttamento umano che manteneva separati e distinti i diversi habitat, sta portando
all'immiserimento vegetazionale della Riserva e alla rarefazione delle presenze
floristiche di pregio.
Per il mantenimento dei rilevanti aspetti biologici della Riserva, quindi,
è stato ritenuto necessario intervenire in maniera attiva attraverso la ripresa
di alcune pratiche antropiche tradizionali, come il governo del bosco e il pascolo
finalizzati proprio al mantenimento del maggior grado di diversità ambientale
e paesistica.
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