Il macereto è una formazione tipica delle zone detritiche, con materiali
rocciosi franati e disgregati dalle pareti delle montagne soprastanti. Per questo
la conquista del macereto ha richiesto alle piante un prolungato sforzo per stabilizzare il detrito spianando la strada alla comparsa di specie più esigenti e ingombranti come le essenze forestali più evolute.
Tra il margine della boscaglia e il detrito si assiepano numerose specie
caratteristiche di fasi successive della colonizzazione vegetale come il Pero corvino (Amelanchier ovalis), lo Scotano (Cotynus coggygria), la Festuca dei ghiaioni (Festuca spectabilis), la Molinia (Molinia coerulea), la Biscutella montanina (Biscutella laevigata), il Sigillo di Salomone (Polygonatum odoratum) ed il Camedrio comune (Teucrim chamaedrys). I dirupi rocciosi ospitano un selezionato numero di specie tra le quali spicca
per importanza un raro endemismo: l'Erba regina (Telekia speciosissima), accompagnata dal Raponzolo di Scheuchzer (Phyteuma scheuchzeri), dal Citiso a foglie sessili (Cytisus sessilifolius) e dal Dente di leone insubrico (Leontodon tenuiflorus).
La sua evoluzione porterà alla formazione graduale delle praterie aride con la
comparsa di specie più esigenti.