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Considerazioni per un corretto utilizzo delle potenzialità energetiche derivanti da fonti rinnovabili distribuite sul territorio


    A causa dell’attuale molto perfettibile stato giuridico-amministrativo delle reti di produzione e distribuzione dell’energia elettrica in Italia si originano problemi per la connessione di fonti rinnovabili distribuite sul territorio. La soluzione di questi problemi potrà essere o facilissima oppure impossibile a seconda della volontà politica che si deciderà di esprimere.
Tramite il cosiddetto Decreto Bersani (D.L. n.79 del 16.03.1999) è stata garantita l’apertura di mercato e la libera concorrenza nella produzione e distribuzione di energia elettrica ed è stato introdotto il sistema tariffario della cosiddetta “Borsa Elettrica”, controllata dal Ministero dell’Economia e dal Ministero per lo Sviluppo. Il metodo con cui questa determina il prezzo dell’energia è unanimemente considerato essere una delle cause più rilevanti dell’alto prezzo dell’elettricità in Italia.
   La “Borsa Elettrica” stabilisce il prezzo di vendita equiparandolo all’offerta più costosa per premiare chi produce elettricità al minor costo e con maggiore efficienza; all’atto pratico si garantisce solo un utile enorme rispetto ai costi e si implementa artificio sam ente la produzione da fonti non rinnovabili.

Lo stato giuridico-amministrativo della rete di distribuzione risulta estremamente importante per ottenere uno sviluppo delle fonti rinnovabili dal momento che, per le loro caratteristiche intrinseche, queste possono collegarsi con efficienza quasi esclus ivamente a quest’ultima.  
   Le linee politico-economiche che hanno già rivelato essere le più efficaci per queste fonti sono quelle che non prevedono la realizzazione di grandi impianti, come purtroppo si tenta di far avvenire in Italia con notevole consumo di terreno agricolo, ma la trasformazione di quante più utenze possibile da soggetti solo passivi a micro-produttori attivi.
  Attualmente sono i Paesi meno favoriti dal punto di vista climatico ad aver maggiormente sviluppato il solare foto-voltaico, ad esempio la sola Germania produce quasi l’80% di tutta l’energia solare europea e sta incrementandola ulteriormente.
   La politica tedesca per l’allacciamento alla rete di distribuzione è gestita direttamente dalla Repubblica Federale che assicura che siano realizzate le due condizioni fondamentali per l’esistenza dei micro-produttori: la connessione totalmente libera alla rete di distribuzione e le cosiddette tariffe “Fixed Feed-In”. Queste ultime sono costituite dall’obbligo per il distributore di acquistare l’energia a prezzi convenzionati e non sono contributi statali, ma prevedono la rateizzazione delle spese al micro-produttore.
   Le difficoltà tecniche correlate alla stabilizzazione di una rete dalle molteplici alimentazioni sono diventate occasione di sviluppo tecnologico e di fatturato per le aziende più capaci di stare sul mercato (ad esempio Siemens) e tale comporta pertanto ricadute positive sull’economia non solo in termini di risparmio energetico, ma soprattutto in termini di competitività sui mercati internazionali .   

  L’energia eolica ha potenzialità maggiori di quella solare perché può essere utilizzata sia per micro-produzione diffusa che per parchi eolici di grande produzione. Al contrario dei parchi foto-voltaici, i parchi eolici correttamente progettati non sono di impedimento ad un utilizzo agricolo del territorio, anche se da noi esiste chi continua a proporre di trovare i siti solo in mezzo ai Parchi Naturali.
   Un’altra fonte energetica rinnovabile che in Italia ha buone potenzialità, soprattutto nelle zone agricole, è costituita dalle bio-masse al cui proposito valgono considerazioni a metà strada tra il solare e l’eolico dato che è utilizzabile principalmente per la micro-produzione ma può essere accorpata in piccoli impianti consortili su base locale.
   
   Se in Italia si arriverà alla volontà reale di favorire le fonti rinnovabili le potenzialità ci sono tutte.
   Purtroppo si constata come molto spesso si parli di fonti rinnovabili sollecitandone un uso affatto improprio o addirittura controproducente per un loro sviluppo significativo e si sente il bisogno di una nuova serie di normative che facilitino la possibilità agli utenti di trasformarsi in micro-produttori, lasciandoli liberi nella scelta della fonte energetica rinnovabile ma regolando in maniera univoca la loro partecipazione a questo mercato, soprattutto definendo i compiti delle società distributrici.

Bergamo, 26 febbraio 2011.

Ing. Marco Brusa- Consigliere Sezione di Bergamo di Italia Nostra

DOCUMENTI

Primo Rapporto Nazionale sull’Energia
a cura del Gruppo Energia del Consiglio Direttivo Nazionale (Luca Carra, Roberto Cuneo, Giovanni Gabriele, Leandro Janni, Teresa Liguori, Giacomo Rech, Oreste Rutigliano, Mariarita Signorini, Giovanni Zenucchini, Coordinatore: Alvise Benedetti) -  Roma, Novembre 2010

 


 

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