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Il bosco di latifoglie termofile costituisce la vegetazione dominante della Riserva. Esso è inquadrabile fra
gli Orno-ostrieti, caratterizzati dalla forte presenza del Frassino orniello (Fraxinus ornus) e del Carpino nero (Ostrya carpinifolia) accompagnati dal tipico sottobosco termofilo. Le specie arboree e arbustive
che completano lo scenario della valletta sono la Roverella (Quecus pubescens), il Ciliegio canino (Prunus mahaleb), il Sorbo di monte (Sorbus aria), il Ginepro (Juniperus communis), il Corniolo massimo (Cornus mas), l'Acero montano (Acer pseudoplatanus).
Nel passato questi boschi sono stati fortemente sfruttati per produrre legna
da ardere e per un saltuario pascolamento.
Anche la pineta di Pino silvestre (Pinus sylvestris), piantata intorno agli anni 60, è destinata ad essere sostituita in quella
che si definisce una successione ecologica: il Carpino nero, il Frassino orniello, il Sorbo di monte, il Corniolo sanguinello
(Cornus sanguinea), il Nocciolo (Corylus avellana), il Biancospino (Crataegus monogyna), la Frangola (Frangula alnus), il Viburno lantana (Viburno lantana) si preparano a sostituirla con un bosco di latifoglie spontaneo, simile ai
boschi vicini. Tale avvicendamento avviene lentamente ma in maniera progressiva perché il pino silvestre, specie
pioniera, non è in grado di resistere alla concorrenza di altre piante forestali
che stanno sfruttando proprio la sua azione preparatoria e migliorativa del terreno.
Il Pino mugo (Pinus mugo), il Larice (Larix decidua) e l'Abete rosso (Picea excelsa), presenti in maniera spontanea e sporadica, sono essenze arboree particolarmente
significative in quanto assieme alla flora microterma della Riserva indicano condizioni
climatiche più fredde indotte dal noto fenomeno dell'alitazione d'aria gelida
dai detriti.
La Vegetazione e la Flora della Riserva
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