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Per il nuovo Piano di Governo del Territorio del Comune di Bergamo

In vista della definizione del nuovo Piano di Governo del Territorio del Comune di Bergamo, le delegazioni locali di Italia Nostra, WWF e Legambiente, insieme con i Comitati che fanno parte del Gruppo Promotore del Parco Agricolo/ecologico nella cintura a sud di Bergamo, ritengono di sottoporre all'attenzione di quanti in indirizzo alcune riflessioni, quale contributo al dibattito che auspichiamo possa essere partecipato e approfondito

Al Sig. Sindaco di Bergamo
Agli Assessori della Giunta comunale di Bergamo
Al Presidente del Consiglio comunale di Bergamo
Ai Capigruppo consiliari del Comune di Begamo
Al Segretario della Commissione Edilizia del Comune di Bergamo,
Al Segretario della Commissione Urbanistica del Comune di Bergamo,
Ai Sig. ri Sindaci dei Comuni di:
Azzanno San Paolo, Curno, Dalmine, Gorle, Grassobbio, Lallio, Levate, Mozzo., Orio al Serio, Paladina, Pedrengo, Ponteranica, Ranica, Seriate, Sorrisole, Stezzano, Torre Bordone, Treviolo, Valbrembo, Zanica
                                                                                                                  Ai Sig. ri Assessori della Provincia di Bergamo

1° Parte - I dubbi e le perplessità

L'Amministrazione Comunale di Bergamo ha avviato il procedimento di definizione del Piano di Governo del territorio (PGT), secondo i dettami e gli obblighi fissati dalla nuova legge urbanistica regionale (l.r. 12/ 2005).
Tra i compiti fondamentali che il nuovo strumento deve perseguire, tre appaiono di importanza prioritaria e sostanziano l'azione di governo del territorio in senso innovativo e contemporaneo:
1) La necessità di fissare linee strategiche lungo le quali incanalare lo sviluppo della città, superando la concezione frammentaria ed estemporanea che ha contraddistinto e continua a contraddistinguere le scelte urbanistiche degli ultimi anni, facilitata dalla possibilità di derogare le norme generali affrontando via via progetti specifici:
Come vogliamo che sia la nostra città?
Cosa vogliamo che diventi?

Quali sono i valori e le priorità che scegliamo di perseguire nel governo del nostro territorio?
A tal proposito, preoccupa fortemente l'ipotesi che la definizione delle linee strategiche sul futuro della nostra città debba seguire e non precedere (come un metodo corretto presupporrebbe) scelte urbanistiche importanti e in grado di condizionare in maniera determinante il suo assetto generale. Tali scelte vengono effettuate con strumenti e procedure come i PII e gli Accordi di Programma, in deroga e in variante al PRG ancora vigente; spesso in contrasto con le linee e la strategia in esso fissate, ma in anticipo sulla eventuale ridefinizione generale del sistema infrastrutturale e della strategia complessiva per la nostra città secondo il Piano di Governo del Territorio.
Tra le molte altre, qui si cita solamente la combattuta scelta della localizzazione della sede della Guardia di Finanza in "deroga e contrasto" con le previsioni dell'attuale PRG, e si sottolinea la necessità di mantenere un forte controllo pubblico sul progetto di ridefinizione dell'area dell'attuale ospedale, che appare nevralgica nel futuro della nostra città e per la quale non possono essere accettate soluzioni parziali e frammentarie.
2) La necessità di farlo in modo allargato e condiviso, attivando un processo di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini e superando la concezione dei piani regolatori come progetti calati dall'alto, "contrattati" da una ristretta cerchia di operatori economici e "firmati" da qualche luminare, stilista e demiurgo.
La partecipazione dei cittadini non deve essere puramente formale, strumentale e populista, ma deve concretizzarsi attraverso il progetto di un metodo che coinvolge risorse, intelligenze e professionalità specificamente dedicate.
La definizione del nuovo strumento di governo del territorio non può avvenire "a porte chiuse": da subito deve essere attivato un calendario di iniziative finalizzate ad un corretto ed esaustivo processo di informazione/partecipazione e costruzione condivisa delle scelte.
 L'informazione dovrà passare per canali differenziati e plurimi, in modo tale da coinvolgere e raggiungere semplicemente ed agevolmente il maggior numero di cittadini: dovrà essere sistematica, frutto a sua volta di un progetto specifico, evitando approcci estemporanei e casuali, tale da consentire a chiunque di formulare a sua volta ipotesi e/o critiche consapevoli e nel merito dei problemi.
E' necessario ed auspicabile che il Piano di Governo del Territorio lasci ampio spazio al progetto del metodo e degli strumenti di informazione e partecipazione.
Anche in merito a tale aspetto, preoccupa fortemente il dover verificare l'uso fuorviante dello strumento del referendum per la scelta della sede della Guardia di Finanza nel quartiere di Grumello del Piano. Iniziative come questa non favoriscono una corretta comprensione dei problemi complessi che sottendono la scelta della localizzazione di una struttura come l'Accademia della Guardia di Finanza, ma al contrario - ponendo alla scala di quartiere un tema che ha implicazioni quantomeno alla scala urbana se non territoriale più vasta - diffonde una cattiva coscienza dei problemi. In questo modo si contribuisce non alla formazione di un'opinione pubblica matura e consapevole, ma alla diffusione di una sottocultura disutile e negativa.
Crediamo che l'obiettivo della partecipazione allargata dei cittadini alle scelte di pianificazione territoriale debba essere conseguito con serietà e impegno costanti, evitando atteggiamenti  strumentali  e populistici.
Altresì si auspica che il Documento di inquadramento dei PII, previsto dalla legge urbanistica regionale come presupposto per l'approvazione dei programmi di intervento prima del nuovo PGT, possa essere approvato dal Consiglio comunale dopo una preventiva fase di pubblicazione ed informazione che consenta ai cittadini - e alle Associazioni che li rappresentano - di formulare contributi e controproposte su un tema così importante e che va a toccare direttamente interessi generali e particolari fondamentali.
3) La necessità di ri-organizzare e ri-definire i meccanismi concreti e operativi della gestione pubblica, degli uffici che a vari livelli e in vari enti esercitano quotidianamente il controllo, la gestione operativa, il monitoraggio costante: senza i quali il "governo del territorio" rimane un sacco vuoto e privo di qualsiasi sostegno reale.
E' necessario ed auspicabile che il Piano di Governo del Territorio dedichi spazio e risorse al progetto del metodo e dei sistemi di gestione pubblica, con l'obiettivo di rendere reale e fattivo il coordinamento dei soggetti che operano e delle strutture; di rendere agile, intelligente ed efficace il ruolo dell'Ente pubblico nel governo del territorio.
Si ritiene che - a fronte dell'alto grado di "discrezionalità" consentito dalle leggi introdotte in materia urbanistica negli ultimi anni - l'Ente pubblico debba attrezzarsi in modo sempre più evoluto e avanzato per guidare i meccanismi della trasformazione territoriale: evitando di subire e rincorrere le pressioni dei privati, ma facendosi promotore di una strategia di qualità del territorio in cui le risorse private concorrano utilmente e senza squilibri alla realizzazione del bene collettivo.

2° Parte - Le proposte

Di seguito, nello spirito di partecipazione costruttiva sul quale si fonda il Piano di Governo del Territorio, elenchiamo un "decalogo" di assunti che - come cittadini che vivono e lavorano in questa città - poniamo come obiettivi basilari e irrinunciabili del nuovo strumento, coerentemente con i principi della legge stessa. E dunque:

  1. Il paesaggio di Bergamo e' un patrimonio della collettività e - in quanto tale - non può essere sacrificato in nome di interessi particolari: chi distrugge e deturpa il paesaggio impoverisce tutta la comunità;
  2. Il paesaggio - inteso come sintesi di storia e natura, di fattori geografici e dati culturali stratificatisi nel corso del tempo – deve essere assunto come tema trainante delle politiche urbane: la sua tutela e la sua valorizzazione nel presente impostano gli indirizzi delle politiche culturali, turistiche, produttive ed abitative e in generale sono alla base delle azioni di governo del territorio;
  3. La tutela e la valorizzazione delle aree verdi esistenti  sono  priorità del Piano di Governo del Territorio: la città vuole dotarsi di una cintura verde, che la circondi in continuità con il sistema dei colli, creando una fascia di parchi connessi tra di loro, accessibile ai cittadini, in grado di garantire equilibrio ecologico e una migliore qualità della vita degli abitanti e soprattutto delle fasce più deboli;
  4. Il verde nelle sue varie declinazioni multifunzionali (verde agricolo, attrezzato, di salvaguardia ecologica, di tutela paesaggistica e ambientale, di riqualificazione e protezione degli assi infrastrutturali…) e' un servizio primario e irrinunciabile di interesse pubblico e - in quanto tale - va protetto e valorizzato da parte dell'Amministrazione pubblica;
  5. Il governo del territorio dovrà avvenire prioritariamente mediante operazioni di recupero e riqualificazione dell'esistente, senza ulteriore erosione di aree inedificate. Nuove urbanizzazioni potranno essere prese in considerazione soltanto per motivi di evidente interesse pubblico per la città, e solo in caso di dimostrata impossibilità di operare diversamente: purché coerenti con le linee strategiche fissate dal documento di piano, e all'interno di un quadro complessivo di valutazioni che tenga conto delle conseguenze generali a livello infrastrutturale, delle dinamiche di traffico, della qualità effettiva della vita dei cittadini;
  6. Nessuna nuova edificazione potrà essere consentita nelle aree incluse nella cintura verde che il PGT delineerà intorno alla città di Bergamo: chi governa il territorio dovrà garantire la fine del meccanismo perverso che si ripete da anni, grazie al quale molte aree verdi e/o a destinazione agricola sono state edificate in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici. Si propone ad esempio di destinare le aree a sud di Bergamo come aree agricole produttive - ai sensi dell'art. 10 della l.r. 12/05 - al fine di istituire a tutti gli effetti un vincolo inedificatorio e di tutela ambientale assoluta per il periodo di valenza del PGT; e di istituire il geotopo del paleoalveo del Morla con valenza ambientale-storico-didattica (parte 1, punto 2.2.6 dei criteri attuativi - componente geologica);
  7. Il Piano di Governo del Territorio prevede ed attua nuovi metodi di gestione e nuovi sistemi per l'ascolto dei cittadini e dei loro bisogni; la partecipazione allargata dei cittadini ai vari livelli delle scelte decisionali e' una priorità del piano, da conseguire mediante lo studio e la sperimentazione di nuovi processi e di nuovi servizi (sito internet, stampa, house organ comunale, posta elettronica e convenzionale, convegni, urban center);
  8. Il Piano di Governo del Territorio prevede ed attua nuovi metodi di gestione e nuovi sistemi per l'informazione corretta ed esaustiva dei cittadini in merito alle scelte di politica territoriale; definisce i criteri di trasparenza e della comunicazione da mettere in pratica per consentire un'effettiva, e non solo formale, partecipazione ai processi di pianificazione da parte dei cittadini. Ascolto, in-formazione e partecipazione sono l'obiettivo di ciò che definiamo come "urban center";
  9. Il Piano di Governo del Territorio prevede ed attua nuovi metodi e nuovi sistemi per il funzionamento degli enti preposti alla gestione operativa e quotidiana del governo pubblico del territorio: favorendo l'efficacia, il coordinamento, la sinergia; evitando gli sprechi, le sovrapposizioni di competenze, l'inefficienza e l'inefficacia ai vari livelli;
  10. Il Piano di Governo del Territorio prevede ed attua nuovi metodi e nuovi sistemi per diffondere la qualità del progetto architettonico, la qualità degli spazi aperti pubblici, la sperimentazione di nuove tecnologie finalizzate al contenimento dei consumi energetici, la sperimentazione di nuove formule abitative e di nuovi servizi capaci di offrire risposte valide ai nuovi bisogni della popolazione e dei suoi abitanti più deboli.

Bergamo, 23 giugno 2006

Italia Nostra Sezione di Bergamo
WWF Italia    Sezione locale di Bergamo                                 
Legambiente    Bergamo

Comitati: Ambiente e Salute – No alla Centrale di Stezzano; No Stadio di Grumello del Piano;              Via Rampinelli per l'Ambiente di Colognola
Italia Nostra ONLUS Sezione di Bergamo Via Pignolo 88 24122 Bergamo
Tel. 035-224802 Fax . 035-230670 E-mail: bergamo@italianostra.org